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Sistri parte a ottobre per rifiuti pericolosi

08.08.2013

Il sistema di tracciabilità dei rifiuti Sistri sarà più semplice e limitato ai produttori e ai gestori di rifiuti pericolosi. Lo prevede un articolo del pacchetto sulla Pa che ha avuto il via libera dal consiglio dei ministri. Per la Campania - spiega il ministero dell'Ambiente - la tracciatura sarà estesa ai rifiuti urbani ed è in assoluto la prima iniziativa del genere a livello nazionale.

Il Sistri sarà operativo dal primo ottobre 2013 solo per i gestori di rifiuti pericolosi e non anche per i produttori degli stessi. Dai 70 mila previsti, il sistema interesserà così alla sua partenza i 17 mila utenti che trattano i rifiuti a maggior rischio.

Per i produttori di rifiuti pericolosi il Sistri partirà invece il 3 marzo 2014 per consentire ulteriori semplificazioni, con possibilità di ulteriore proroga di sei mesi se a tale data le semplificazioni non saranno operative. Per gli enti e le imprese intermediarie di rifiuti non pericolosi si mantiene per ora il sistema dei registri cartacei. Sarà poi un decreto ministeriale da adottarsi entro il 3 marzo 2014 ad indicare ulteriori categorie tenute ad aderire al Sistri.

Anche in Campania, proprio per il regime particolare, l'entrata in servizio del Sistri è differita al 3 marzo 2014.

La norma prevede inoltre una semplificazione periodica del sistema, che andrà fatta tenendo conto delle esigenze manifestate dagli utenti e della evoluzione tecnologica.

Non sono previsti nuovi o maggiori oneri per lo Stato, spiega il ministero dell'Ambiente. La normativa prevede al contempo che l'abbassamento dei contributi da parte degli utenti sia direttamente correlato alla riduzione dei costi conseguita dalla società concessionaria.

In sede di prima applicazione della disciplina, conclude il ministero dell'Ambiente, si prevede una moratoria dell'applicazione delle sanzioni per le violazioni meramente formali.

Ministro Orlando, finalmente si parte col Sistri
"Finalmente parte il Sistri", semplificato e razionalizzato", che si svilupperà in due "step": il primo riguarderà "solo i gestori e i produttori di rifiuti pericolosi" e dunque la platea degli interessati "da 70mila scende a 17mila"; il secondo, quello che riguarda i trasportatori di rifiuti pericolosi, "resta a marzo, ma solo se ci saranno le semplificazioni che consentono un adeguamento complessivo del sistema" ha spiegato il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Cdm.

"Si tratta - ha sottolineato - di punto di equilibrio tra la necessità di avere un sistema e le esigenze delle imprese. Finora si era sempre rinviato: ora si parte gradualmente, ma si parte" e dunque "avremo un sistema di tracciabilità, ma senza gravare sulle imprese". La convinzione del ministro è che il Sistri "ha presupposti giusti e fondati", ma da quando è stato ideato nel 2007 "il sistema è invecchiato e ha fatto emergere una serie di difficoltà denunciate dagli operatori".

Con la mediazione raggiunta "proseguiamo nella giusta ambizione di avere un sistema di tracciabilità, senza farne gravare il peso sulle imprese che diventavano un po' delle cavie". Dunque "circoscriviamo ulteriormente la platea del primo step", Capitolo a parte per la Campania, dove "invece viene mantenuta una platea ampia che riguarda anche il trasporto di rifiuti solidi urbani, con uno start a marzo, giustificato dalla particolare emergenza di quella regione e del fenomeno dello smaltimento illegale".

Assessore Ambiente della Campania
''Ringrazio il Governo ed il ministro Orlando" ha detto l'assessore regionale all'Ambiente della Campania Giovanni Romano. "Siamo particolarmente soddisfatti perché è stata accolta una nostra richiesta - ha proseguito - In questo modo possiamo contare su un altro utile strumento per combattere e limitare il fenomeno del traffico dei rifiuti urbani''. ''Ancora una volta - conclude l'assessore - la collaborazione istituzionale produce buoni risultati''.

Realacci, bene scelta rivedere applicazione del Sistri
''Molto positiva la scelta del ministro dell'Ambiente e del Governo di rivedere l'applicazione del Sistri, limitandola alle aziende che gestiscono rifiuti pericolosi, in attesa di mettere in campo forme di contrasto allo smaltimento illegale dei rifiuti che non appesantiscono inutilmente la vita delle imprese con procedure burocratiche di dubbia utilità''. Così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera aggiungendo che ''in un Paese come l'Italia, in cui le ecomafie come denunciato da Legambiente, fanno affari per 4,1 miliardi di euro l'anno grazie al traffico illegale di rifiuti speciali e non e in cui al 31 dicembre 2012 le inchieste per traffico organizzato di rifiuti erano 253, con 1.367 ordinanze di custodia cautelari, oltre 4.000 denunce e 698 aziende coinvolte, è urgente dare una soluzione efficace al problema del contrasto allo smaltimento illegale di rifiuti. E dato che il Sistri ad oggi si è rivelato poco efficace a raggiungere l'obiettivo - conclude Realacci - è positivo che si punti a una sua semplificazione e razionalizzazione per arrivare a un sistema di tracciabilità per la gestione e la movimentazione dei rifiuti da parte delle aziende che sia semplice, efficace e trasparente''.

Fonte: ansa.it
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