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Sistri: 22 arresti, anche ex sottosegretario Malinconico

18.04.2013

NAPOLI - Il progetto fu elaborato quando Napoli e la Campania erano sommersi dai rifiuti: un sistema di controllo satellitare degli automezzi per evitare lo smaltimento illecito. Il Sistri - questo l'acronimo del sistema - non è mai entrato in funzione ma, in compenso, dei 400 milioni stanziati, una settantina, secondo la ricostruzione dei magistrati, sono stati dirottati altrove, prendendo il nome di tangenti.

Ventisei sono le misure cautelari eseguite stamattina dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, al comando del colonnello Nicola Altiero: 3 in carcere, 19 ai domiciliari e 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, oltre al sequestro di beni per 10,2 milioni.

I pm della Dda Catello Maresca, Marco Del Gaudio e Maurizio Giordano e il procuratore aggiunto Francesco Greco contestano, a vario titolo, reati di associazione per delinquere finalizzata all'emissione e all'utilizzazione di fatture false, corruzione, truffa aggravata, riciclaggio, favoreggiamento e occultamento di scritture contabili. Degli oltre 10 milioni sequestrati, 7 sono stati bloccati a Selex Service Management, l'azienda del gruppo Finmeccanica al centro dell'inchiesta. Ai domiciliari è finito l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Malinconico, ex consulente del ministero dell'Ambiente; in carcere gli imprenditori Sabatino Stornelli (ex Ad Selex Management), Maurizio Stornelli e Francesco Paolo Di Martino.

Sul progetto, per anni - sottolinea la Procura - , non è trapelata alcuna informazione in quanto su di esso era stato posto il segreto di Stato in virtù del quale nel dicembre 2009 il Ministro dell'Ambiente aveva proceduto all'affidamento diretto, senza indire pertanto alcuna gara, alla Selex, la stessa società che aveva anche proposto il progetto al Ministero. L'indagine, per fatti avvenuti dal 2007 ad oggi, è concentrata su una serie di società che avrebbero avuto il solo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti.

L'imprenditore avrebbe lucrato "ingenti importi (pari ad alcune decine di milioni di euro)". Ciò grazie alla "sistematica condotta di corruzione" nei confronti dell'Ad di Selex Stornelli, e di Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg. L'ex sottosegretario è accusato di corruzione per aver pattuito la promessa di due contratti da 500 mila euro ciascuno per esprimere un parere di regolarità tecnica del contratto, nonché un parere di congruità del prezzo fissato. Malinconico ha rivestito anche il ruolo di presidente della Commissione di Vigilanza ministeriale preposta alla valutazione sulla corretta gestione del contratto. Nell'indagine spunta anche un istituto scolastico, il Santa Croce di Castellammare di Stabia (Napoli), controllato da Di Martino. All'istituto furono affidate alcune attività, come la programmazione di chiavette Usb necessarie per il sistema di tracciabilità di rifiuti. Un'attività ritenuta solo fittizia ma per la quale sarebbero state erogate all'istituto ingenti somme che finivano invece nella disponibilità di Di Martino. Quest'ultimo avrebbe versato parte dei soldi a titolo di mazzette. La circostanza è stata rivelata da una ex segretaria dell'imprenditore: "Notavo - ha dichiarato la testimone - che poco dopo l'accredito venivano o trasferiti sul suo conto personale o su quello della moglie consistenti somme di denaro.

Altre volte invece i soldi venivano immediatamente monetizzati in contanti. Nel contempo, spesso, Di Martino, previo accordi telefonici, si recava a Roma con la sua autovettura. Non so, però, essere precisa sulla persona a cui andasse a consegnare questi soldi. Le posso solo dire che lui aveva contatti con Sabatino Stornelli". "Ho anche visto - ha raccontato agli inquirenti - che questi soldi, prelevati poco prima in contanti e custoditi inizialmente nella cassaforte posta nella stanzetta attigua a quella di Di Martino, oppure, dopo, nella cassetta di sicurezza della banca, venivano messi in una scatola della grandezza del case del computer che vedo su questa scrivanià.

Tanti gli episodi di uso "disinvolto" del denaro emersi nel corso delle indagini. Come quello delle ingenti somme, una parte dei soldi liquidati alla Selex per il Sistri, che sarebbero finite nella ristrutturazione e nell'arredo della casa romana di un'amica del manager Sabatino Stornelli: trentaquattromila euro per una cucina, sedicimila per tende e divani, ventimila per i sanitari.

Fonte: ansa.it
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