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Nuove allergie da pc, telefonini e batterie

23.12.2013

Dermatologi, in aumento reazioni a bigiotteria e tinture

ROMA - Sono centinaia le sostanze chimiche e naturali che quotidianamente vengono a contatto con la nostra pelle procurando reazioni allergiche e irritazioni ma a preoccupare gli esperti è la comparsa di nuove allergie e l'aumento di alcune già conosciute. Tra le novità emerse al congresso dei dermatologi e allergologi dell'ambiente gli effetti potenzialmente nocivi dei metalli pesanti e dei nanomateriali ormai presenti in oggetti di uso quotidiano come cellulari, computer, batterie, contenitori per alimenti, applicazioni dentali. Senza trascurare le reazioni alla bigiotteria, shampoo, deodoranti, tinture per capelli, farmaci e cosmetici che vengono utilizzati quotidianamente da milioni di persone.

''Ecco perchè oggi è importante - affermano Ornella De Pità dell'Idi e Antonio Cristaudo, dell'Istituto San Gallicano – tenere sotto controllo le nuove sostanze inquinanti immesse nell'ambiente e il loro effetto sulla cute come primo organo che ne manifesta i sintomi, ma che può avere gravi implicazioni anche a livello sistemico''.

La dermatite irritativa e quella allergica sono le reazioni più comuni: la prima, spiegano gli esperti, si sviluppa quando una sostanza irritante danneggia la pelle causando prurito, desquamazione e arrossamento della pelle. Frequenti le irritazioni nei soggetti predisposti e con pelli sensibili a detergenti, detersivi e prodotti cosmetici. La dermatite allergica si verifica in persone che sono allergiche a uno o più ingredienti di un prodotto specifico e quando il sistema immunitario del corpo reagisce contro la sostanza che ritiene estranea e dannosa. Le sostanze che possono causare la dermatite allergica sono il nichel (nel 20% delle giovani donne) contenuto appunto nella bigiotteria; il cobalto, il cromo, alcuni componenti della gomma, alcuni antibatterici. E poi vi sono numerose sostanze maneggiate durante le attivita’ lavorative come le tinture per capelli. Pochi sanno che il 7% delle persone affette da dermatiti professionali lascia la propria attività lavorativa, dato che aumenta fino al 18% tra i parrucchieri.

Fonte: Ansa.it
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